sculture

La scultura è stata da sempre la mia più forte tecnica espressiva. Amo la possibilità di toccare, modellare e trasformare i materiali. Un oggetto viene pensato e subito, come un’esigenza istantanea, plasmato. L’argilla è un materiale straordinario: attraverso il calore diventa terracotta, ovvero un oggetto finito che sfida l’eternità. Col tempo ho avuto la possibilità di legare questo materiale ad altri naturali come il legno di mare, creando così il connubio arte-natura, attraverso un’ispirazione continua e trasversale. Il mio progetto artistico attraversa tre temi differenti tra loro ma strettamente correlati. La mitologia greca, che è da sempre fonte di ispirazione nell’arte e nella letteratura, riesce a permeare la nostra società attraverso storie e tematiche che sembrano ancor oggi attuali. Mi interessa come una personalità mitologica diventi uomo o donna del nostro tempo, raccontando la realtà e influenzando l’inconscio collettivo. Il mare poi è di per sé un essere mitologico perché nonostante le scoperte scientifiche e le conoscenze che abbiamo a riguardo, riesce ancora a emozionare e stupire l’essere umano, suggerendo all’ immaginazione continue visioni. La ricerca sulla psiche e quindi il concetto di anima è qualcosa che i greci per primi contemplarono. Andare oltre il corpo fisico e addentrarsi in ciò che c’è dentro. Aprire il proprio sé cercando di trasmetterlo direttamente alla materia attraverso un dialogo costante che parte dal proprio inconscio, passa per le proprie mani e diventa scultura.

 

La mia realtà, di Alberto Giacometti

Faccio certamente della pittura e della scultura, e questo da sempre, dalla prima volta che ho disegnato o dipinto, per mordere sulla realtà, per difendermi, per nutrirmi, per crescere; crescere per difendermi meglio, per attaccare meglio, per far presa, per avanzare, il più possibile a tutti i livelli, in tutte le direzioni, per difendermi contro la fame, contro il freddo, contro la morte, per essere più libero possibile; più libero possibile per tentare – con i mezzi che mi sono più propri oggi – di vedere meglio, di capire meglio ciò che mi circonda, di capire meglio per essere più libero, più grande possibile, per spendere, per investirmi il più possibile in quel che faccio, per vivere la mia avventura, per scoprire nuovi mondi, per fare la mia guerra, per il piacere? per la gioia? della guerra, per il piacere di vincere e di perdere”.

Alberto Giacometti, 1957, risposta ad un’inchiesta di Pierre Volboudt A chacun sa réalité (testo originale in francese in: XXe siècle, no. 9, giugno 1957, p. 35).

  • all
  • Mare
  • Interiorità
  • Mitologia